I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari nei confronti di capi e gregari del mandamento mafioso di Bagheria, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, sequestro di persona e danneggiamento a seguito di incendio. Le indagini hanno evidenziato la soffocante pressione estorsiva esercitata dai boss che, dal 2003 al 2013, si sono succeduti ai vertici del clan. Cinquanta le estorsioni scoperte.

 

“Gli imprenditori di Bagheria ci danno un segnale di una svolta, l’Italia sta cambiando grazie a uomini e donne come loro. Gli siamo infinitamente grati per il senso di responsabilità che hanno mostrato e perché la loro scelta riporta nelle case gli italiani il dovere di etica, senza la quale non c’è convivenza. E complimenti all’arma dei carabinieri e ai magistrati della Procura di Palermo che hanno dato un colpo durissimo al sistema del racket delle estorsioni a Bagheria”. Così Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito democratico.