Polizia

“In campagna elettorale Salvini diceva che le prefetture andavano chiuse perché antidemocratiche. Oggi dice esattamente l’opposto. È quello che accade quando si privilegiano le chiacchiere e non si ha un progetto per il Paese.
Bisogna garantire la sicurezza in tutti i quartieri, non spostare i problemi da un quartiere a un altro. Servono più controllo dei territori, più Forze dell’Ordine. La sicurezza si garantisce con più investimenti sul sociale e con più servizi, non tagliando i fondi alle periferie come è stato fatto da questo Governo”. Così il segretario PD, Nicola Zingaretti su Facebook.

 

 

“I cittadini eleggono il Sindaco ma per Salvini a decidere su materie di grande importanza per le comunità devono essere i prefetti. Invece di dare più uomini e mezzi alle forze dell’ordine e di rafforzare la collaborazione, che già c’è, tra prefetture e enti locali, torniamo ai tempi di Napoleone. E pensare che Salvini si diceva federalista!”. Lo scrive in una nota il deputato e vicesegretario del Pd Andrea Orlando.

“Non togliamo strumenti e competenze – sottolinea Orlando – a chi è stato scelto dagli elettori e a loro ne risponde. Non torniamo al centralismo di cui nessuno sente la mancanza. I Comuni hanno gli strumenti per tenere insieme politiche urbanistiche, politiche sociali e per interagire con le prefetture sulla sicurezza. E’ il sindaco la prima autorità a cui si rivolge una persona che ha bisogno. Aiutiamoli, piuttosto, sbloccando il turn over. Ai cittadini non si garantisce una maggiore sicurezza – conclude – se i sindaci vengono messi sotto il controllo di Salvini”.

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“Per Salvini i sindaci sono troppo ‘distratti’, così vorrebbe farli sostituire dai prefetti e dalle loro zone rosse contro il degrado. Peccato sia l’ennesima trovata elettorale, visto che i prefetti hanno ha già competenza esclusiva su ordine e sicurezza, e non hanno certo bisogno delle direttive ministeriali”. Così in una nota, la segretaria metropolitana del Pd di Milano, Silvia Roggiani, interviene nel dibattito sul nuovo decreto “antidegrado” varato dal ministro degli Interni Matteo Salvini.

“Se proprio non sa come combattere degrado e insicurezza – aggiunge Roggiani -, potrebbe almeno prendere spunto dai governi precedenti: 5.000 assunzioni straordinarie nei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, e altre 7.000 assunzioni programmate in cinque anni. Ogni anno noi abbiamo investito 1,7 miliardi. Lui, invece, 270 milioni. A proposito, ministro Salvini, noi stiamo ancora aspettando i 500 agenti promessi a Milano“.