“Finora, alle 15 di mercoledì, hanno detto sì 17mila 560 insegnanti. Ecco, ora sono di ruolo. Hanno rinunciato solo in 5. Sono molto soddisfatta, lo confesso. Ora si ripartirà con il concorso”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in una intervista a l’Unità. E sottolinea: “Il 16 luglio la legge è stata approvata, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 luglio, in meno di quattro mesi sono state assunte 90milapersone, aprendo il bando del concorso per altre 63mila”.

“Questo piano di assunzioni – precisa il ministro dell’Istruzione – non è l’infornata di un esercito di precari, perché la legge porta con sé una visione del mondo della scuola, una continuità didattica, ed elimina finalmente l’annosa piaga del precariato. E non è finita, ora si apre la nuova frontiera del concorso, entreranno docenti anche più giovani. Ora l’età media è di 41 anni”. E spiega che “il bando sarà lanciato a dicembre, nel 2016 ci sarà la gara.

E’ per 63.700 posti, in un piano triennale già finanziato con i tre miliardi della ‘Buona scuola’. Riguarda tutti gli ordini e gradi di cattedre, a seconda della domanda, ma sono soprattutto in matematica, fisica, nelle materie scientifiche e nelle lingue. Per la prima volta il livello di formazione degli insegnanti di lingue sarà certificato su un grado superiore, oltre alla laurea anche l’abilitazione dovrà essere certificata secondo gli standard europei”.

E conclude: “Restano precari nelle graduatorie di istituto, ma, con il concorso, si esauriranno tra il 2016 e il 2017. Cattedre scoperte no, ci sono delle supplenze però, dopo il concorso, tra il 2016-2018, si sarà tirata una riga sul precariato”.

Sullo spostamenti territoriali dei docenti ha dichiarato che “riguardano meno del 10 per cento degli assunti, un numero fisiologico. Ma prima ci si spostava dal Sud al Nord per delle supplenze, ora per una cattedra di ruolo. Le proteste sono rimaste sullo sfondo, anche gli insegnanti che avevano una resistenza esplicita stanno capendo che la buona scuola la fanno loro. E, sul ruolo del preside, adesso chi si deve assumere le responsabilità ha un nome e cognome, sia se le cose funzionano bene, sia se vanno male.

Sottolinea poi che “per le assunzioni ci siamo basati sulle domande delle scuole, certo dove servirà saranno supplenze, ma non sono posti in ‘panchina’. Ed è previsto l’incremento delle materie di lingua e informatica con il grande Piano scuola digitale, 1 miliardo di fondi già previsti nei prossimi tre anni. Poi c’è la ‘scuola in chiaro’ sul sito del Miur, per sapere tutto sulle scuole che si scelgono”.