Di Betty&Giò - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62748673

Care studentesse, cari studenti universitari,

 

questa lettera è rivolta a chi sa quanto il diritto allo studio sia decisivo per permettere ad una società di essere più forte e più giusta, per abbattere i muri che impediscono a chi è più debole l’opportunità di realizzare il proprio progetto di vita. In questi anni l’impegno del Partito Democratico ha permesso l’aumento del fondo per il diritto allo studio, che è quasi raddoppiato passando dai 149 milioni del 2013 ai 256 previsti per il 2018. Basterebbe questo a dimostrare come questa sia stata una legislatura spartiacque, con una netta inversione di tendenza rispetto agli anni bui dei tagli di Tremonti e delle destre. Ma c’è molto di più. Scelte e numeri che stanno cambiando, in meglio, la vita di tanti ragazzi. Basti pensare all’introduzione della misura rivoluzionaria della “No-tax Area”, che permette ai figli delle famiglie meno abbienti di iscriversi gratuitamente all’università. O alle nuove norme che hanno aumentato la quota di coloro che possono detrarre l’affitto in quanto studenti fuori sede. Fatti concreti. Per costruire un’università più aperta e più inclusiva. Per fare in modo che sempre più ragazzi entrino all’Università e possano accedere a una formazione di riconosciuta qualità, mettendoli in condizione di poter scegliere liberamente a seconda delle aspirazioni e dei talenti.

 

In questi anni l’impegno del Partito Democratico ha permesso l’aumento del fondo per il diritto allo studio, che è quasi raddoppiato passando dai 149 milioni del 2013 ai 256 previsti per il 2018

 

C’è un nesso tra futuro dell’Università e futuro del Paese. L’Università è cittadinanza, è rimuovere gli ostacoli all’emancipazione, allo sviluppo, alla partecipazione. Un’università più aperta e più grande ha bisogno di maggiori investimenti, per superare la logica del numero chiuso. In una società in cui ragazzi e famiglie sono angosciati dall’essere tagliati fuori, noi stiamo dalla parte di chi lavora per includere.

 

Un’università più aperta e più grande ha bisogno di maggiori investimenti. In una società in cui ragazzi e famiglie sono angosciati dall’essere tagliati fuori, noi stiamo dalla parte di chi lavora per includere

 

Guai fermarsi ora, sprecare quanto fatto, tornare indietro alle vecchie politiche che hanno fatto regredire il sistema.

 

Per questo vi chiediamo un impegno comune per continuare a costruire il cambiamento ogni giorno, passo dopo passo, come stiamo dimostrando. Con la credibilità che deriva dagli obiettivi raggiunti, vi chiediamo di condividere le priorità presenti nel nostro programma: l’estensione della “No-tax Area”; il rafforzamento delle borse di studio che consentano ai “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi”, come recita la nostra Costituzione, di coprire il costo della vita durante gli studi; l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni per il welfare studentesco omogenei per tutte le regioni; il varo di un piano speciale per l’edilizia universitaria; il consolidamento delle lauree professionalizzanti, di cui è stata varata la prima sperimentazione, per incentivare le immatricolazioni da istituti tecnici e professionali (il cui numero esiguo è una barriera “sociale” da sconfiggere).

 

Vi chiediamo un impegno comune per continuare a costruire il cambiamento ogni giorno, passo dopo passo, come stiamo dimostrando. Con la credibilità che deriva dagli obiettivi raggiunti

 

Queste proposte sono il frutto di un percorso fatto di condivisione e ascolto, che vuole continuare a mettere sempre più il diritto allo studio, l’università e la ricerca al centro delle scelte strategiche dell’Italia. Per costruire un Paese che dia protagonismo alle nuove generazioni, che sia solidale ed inclusivo, che sia punto di riferimento valoriale per l’Europa, il Mediterraneo e nel Mondo.