valeria fedeli, Ragazzi e smartphone l'impegno della scuola per i nativi digitali
Imagoeconomica

Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione fino a due settimane fa. È stata lei a scegliere le tracce. Molto belle ma anche molto lontane dai programmi scolastici, è la critica più diffusa in queste ore.
 

Eppure, lei conosce bene i programmi e le scuole, come mai ha preferito questi argomenti rispetto ad altri?

 
«Sono tracce legate alla storia. E la storia si studia a scuola, si studiano le leggi razziali e la Costituzione. Bassani non è nel programma? Ma anche l’anno scorso si disse che Caproni non lo era. Sono argomenti che, anche se non sono nei programmi, vengono approfonditi. Durante il mio periodo al Miur ho attivato le otto deleghe della legge 107 che hanno portato molte innovazioni ai contenuti. Sulla Costituzione ho attivato approfondimenti specifici inviando una copia del testo a tutti gli studenti dalle primarie alle secondarie e invitando le scuole a realizzare lezioni per far capire come si è arrivati alla sua approvazione».
 

A leggere oggi le tracce sulla cooperazione internazionale o sulla discriminazione razziale, il suo sembra quasi un messaggio politico.

 
«Sono tracce in linea con il mio lavoro al ministero. La procedura di scelta dei temi è lunga e complessa. La scelta è avvenuta a febbraio. Eravamo in due, io e il coordinatore nazionale degli ispettori. A febbraio non potevo sapere che cosa sarebbe accaduto».
 

Quando sceglieva le tracce immaginava che non sarebbe stata più alla guida del ministero?

 
«Non essere più al ministero era di sicuro nell’ordine delle cose, eravamo a pochi giorni dalle elezioni ma per me la scelta delle tracce è stata soprattutto legata al desiderio di confermare l’indirizzo che ho dato fin dall’inizio al Miur. Già dall’insediamento ho parlato di sostenibilità, argomento di una delle tracce scelte per la maturità dello scorso anno. E poi ho lavorato sulla diversità come valore, sulla cultura civile, sulla cittadinanza, sulla Costituzione. Ho spinto molto sulla memoria, sul ricordo di ciò che ci unisce, sono gli argomenti delle tracce di quest’anno che quindi si basano su quello che è stato già fatto nelle scuole».
 

Il tema più scelto dai ragazzi è stato quello sulla solitudine. È un caso secondo lei?

 
«Sono felice che sia stata una delle tracce più scelte e non credo che sia un caso. I tre assi portanti del mio lavoro al Miur sono stati la sostenibilità, la lotta alla dispersione scolastica e l`adolescenza con tre gruppi di lavoro specifici che hanno ottenuto ottimi risultati. Quello della solitudine è un tema centrale per i ragazzi che si trovano in un mondo in cui sono al tempo stesso al centro dei social ma soli»
 

Il nuovo ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha annunciato che sta pensando a portare altre modifiche alla maturità, forse già a partire dal prossimo anno. Che ne pensa?

 
«La maturità del prossimo anno sarà già diversa per effetto delle modifiche previste dalla legge 107. Vedremo quali saranno le ulteriori modifiche che il ministro intende proporre e le valuteremo».
 

La scuola è in grado di assorbire altre novità ora che sta già mostrando una certa difficoltà con quelle annunciate e preparate da tempo?

 
«Il nuovo ministro finora ha rilasciato alcune dichiarazioni molto importanti e condivisibili. Ha detto che la scuola ha bisogno di essere attestata e che vorrà farlo coinvolgendo l’insieme dei soggetti che la compongono. Se manterrà questa promessa non potrò che condividere il suo operato».