“Al ministro vorremmo ricordare che la scuola è il luogo dove le regole si imparano e si impara a rispettarle. Sono luoghi che si fondano sul sacrosanto principio dell’autonomia; luoghi in cui, prima di comminare le sanzioni agli studenti indisciplinati, si prova a capire le ragioni che spingono alcuni a trasgredire le regole. Non sono le sanzioni il modo migliore per ottenere questo risultato”. Lo ha dichiarato in una nota la capogruppo Pd in VII Commissione, Irene Manzi.

 

“In commissione cercheremo di capire quali obiettivi e che visione della società c’è dietro a questo continuo messaggio prestazionalista, ispirato a un modello fondato esclusivamente sull’ordine e la disciplina, che trasmettono le sue prime proposte – ha aggiunto Manzi -. Non vorremmo che questo modello ideologico fosse usato contro il pluralismo e la libertà di insegnamento su cui si basa la nostra scuola e che nel corso di tutti questi anni ha contribuito a rafforzare la democrazia del nostro Paese”.

 

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“Leggo che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara propone lavori socialmente utili per i ragazzi violenti in classe. Sono dichiarazioni che riflettono una concezione punitiva delle istituzioni scolastiche. La scuola è un luogo di educazione e di istruzione chiamato a  investire sulle persone, non è un tribunale. Invece di pensare alle punizioni e alle sanzioni, è necessario che si rafforzi l’investimento culturale, ci si interroghi sulle motivazioni dei comportamenti violenti e del bullismo, per sconfiggerli davvero ma alla radice, costruendo le condizioni necessarie alla crescita dei ragazzi, anche rispetto nel rispetto degli altri”.

Lo dice la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione.