GLI INNOVATORI SILENZIOSI. LA BUONA SCUOLA E LA NUOVA DIDATTICA

L’argomento

Sono le voci di quella buona scuola che stiamo cercando di costruire: come le tecnologie digitali possono non solo cambiare la didattica ma l’intero spazio scolastico e il modo in cui lo si vive; come il legame col territorio possa trasformarsi in un plus eccezionale per le scuole; come sia fondamentale garantire opportunità a tutti, indipendentemente dalle condizioni familiari ed economiche di partenza.

Dobbiamo realizzare pienamente l’autonomia scolastica. Per attuarla disponiamo formalmente già di (quasi) tutte le norme necessarie. Ma non siamo stati capaci, negli anni, di attuarle, dotando le scuole (e il sistema scolastico nella sua interezza) di strumenti appropriati di gestione, valutazione, governance e circolazione delle informazioni necessarie per dare alle scuole gambe proprie su cui camminare. Anzi, abbiamo fatto spesso l’esatto contrario.

Se il secolo scorso è stato quello dell’alfabetizzazione di massa, durante il quale gli italiani hanno imparato a leggere, scrivere e fare di conto, il nostro è il secolo dell’alfabetizzazione digitale: la scuola ha il dovere di stimolare i ragazzi a capire il digitale oltre la superficie. A non limitarsi ad essere “consumatori di digitale”. A non accontentarsi di utilizzare un sito web, una app, un videogioco, ma a progettarne uno.

1) Maria DE BIASE: preside dell’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza del Cilento.

Ha vinto il Premio Cittadino Europeo 2014. Porta avanti un progetto che supporta i valori della protezione ambientale e dei diritti dei minori. Orti scolastici, mense in cui si mangia il cibo prodotto a scuola, attenzione al riciclo. Innovazione è anche non dimenticarsi il territorio e le sue tradizioni.

2) La tecnologia cambia i luoghi, la didattica e tutti i servizi alle famiglie e agli studenti.

Istituto tecnico tecnologico statale “Alessandro Volta” di Perugia. Rita COCCIA: E’ dirigente scolastico all’Istituto tecnico tecnologico statale “Alessandro Volta” di Perugia. L’istituto è stato uno dei primi dieci in Italia a diventare Scuola 2.0

Oggi la scuola è completamente cablata, ha un wifi free access per docenti e 1.600 studenti, con una velocità di connessione reale di 100 Mbps.

Tutti i professori hanno un Ipad e i ragazzi delle prime hanno tutti l’ipad acquistato dalle famiglie, non come costo in più ma al posto dei libri cartacei. Infatti la scuola passa gratuitamente agli studenti 4 libri cartacei in comodato d’uso e 1 ebook autoprodotto dagli stessi docenti dell’Istituto. E’, tra l’altro, attiva una piattaforma dove si inseriscono lavori didattici, lezioni, compiti e dove dialogano studenti e docenti, in un percorso didattico condiviso e innovativo.

 

3) Radio Kennedy Lorenzo, studente e Lidia Cangemi, Preside dell’Istituto Kennedy

Web radio nata da un percorso di alternanza scuola lavoro promosso dal liceo Kennedy di Roma. un’esperienza che sta crescendo, allargandosi alla partecipazione di altre scuole in Italia e nel mondo. Progetto iniziato un anno fa, quando la dirigente scolastica Lidia Cangemi ha accolto con entusiasmo l’iniziativa dei ragazzi che le hanno proposto di aprire un vero e proprio studio radiofonico all’interno del liceo.  Insieme ai professionisti di Radio Tulip è nato dunque un progetto di alternanza scuola lavoro che ha portato i ragazzi del Kennedy ad approcciarti in maniera tangibile con il mondo del lavoro.  Il percorso di Radio Kennedy inoltre coinvolgerà una rete di scuole, in questo modo altri studenti potranno fare esperienza, partecipando ai programmi fatti e proposti dagli alunni stessi.

 

4) Nessuna scuola è un’isola: dalle Egadi con IN.A.ND.O la scuola diventa creativa

Istituto Comprensivo ‘Antonino Rallo’ di Favignana, Professoressa Ermelinda Guarino

Sviluppare e mettere in rete le potenzialità partecipative di studenti geograficamente lontani attraverso l’uso di strumenti collaborativi, questa è l’idea alla base del progetto MAR.IN.A.ND.O (acronimo di Marettimo In Ambiente di appreNDimento Online), una esperienza ormai pluriennale di e-learning  che vede già coinvolte pluriclassi di secondaria di primo grado e che da quest’anno propone un lavoro a distanza con alcune classi liguri.

La situazione di isolamento, in cui versano per gran parte dell’anno le piccole isole dell’Arcipelago delle Egadi, ha spinto il suo istituto comprensivo ad individuare nell’uso delle nuove tecnologie lo strumento per superare le difficoltà legate ai discontinui collegamenti con l’esterno.

Nelle classi virtuali, docenti e studenti portano avanti attività didattiche sincrone e asincrone attraverso l’uso di lavagne digitali collegate in rete, strumenti di mobile learning e sistemi gratuiti di videoconferenza.

 

5) Dentro la classe, oltre la classe

Professoressa Tullia Moretto, Scuole IC 7, 8, 15 di Bologna

Si può superare l’idea che l’insegnamento sia soltanto quello tradizionale dell’aula, banchi e cattedra? A Bologna lo stanno facendo, con il superamento del concetto di “classe” per andare verso “ambienti di apprendimento” aperti e flessibili

Si stanno attuando strategie didattiche di successo come l’individualizzazione e la personalizzazione dei percorsi, la didattica cooperativa (Cooperative learning), l’apprendimento fra pari (Peer tutoring), l’apprendimento attraverso il fare (Learning by doing) e la risoluzione di problemi (Project posing and solving).

Forti ed estese le esperienze didattiche per alunni non italofoni, anche attraverso la stimolazione delle capacità creative degli alunni.

 

6) Ottavio Fattorini, dirigente scolastico Liceo Labriola di Ostia Progetto DADA

Al Liceo Labriola, Didattica per ambienti di apprendimento. Il progetto che ha rivoluzionato il modo di fare scuola, consiste nell’assegnare le aule, non alle classi, ma ai docenti. Sono gli studenti infatti, al cambio dell’ora, a spostarsi. L’idea parte da studi neurobiologici e scientifici che hanno dimostrato come il movimento sia in grado di migliorare l’attenzione e, di conseguenza, il rendimento scolastico. Ma non solo, cambiare aula significa anche responsabilizzare gli alunni e motivare gli insegnanti. Questi ultimi infatti hanno personalizzato le loro aule e hanno recuperato il valore di sentirsi comunità. Al Labriola infatti personale, genitori e studenti vivono la scuola come bene comune, tanto che lo stesso progetto DADA è stato reso possibile grazie al contributo volontario delle famiglie e alla disponibilità dei docenti. Ultimo, ma non per importanza, durante la visita della scuola, è stato sottolineato come tutto sia partito dalla constatazione che e’ necessario lavorare sull’intelligenza emotiva ma anche sulle meta competenze. Nella scuola infatti sono gli stessi studenti a diventare ‘insegnanti’ dei loro coetanei, una didattica alternativa e proficua.

 

7) Paola Bisegna, dirigente scolastico del Liceo Democrito di Casalpalocco

Numerose progettualità ed eccellenze presenti nella scuola. Dall’internazionalizzazione passando per il volontariato e la cittadinanza attiva, arrivando alla robotica, sottolineando come la scuola sia non solo luogo di apprendimento delle competenze ma luogo formativo della persona nel suo complesso e all’interno della società.

Attività del Laboratorio di Robotica e percorsi di Internazionalizzazione del Liceo Democrito Il liceo Democrito è tra le tre scuole italiane invitate al Quirinale in occasione degli incontri voluti dal Presidente Napolitano “L’Europa siamo noi”.  L’esperienza è un laboratorio di robotica spaziale e terrestre per aprire il mondo alla scuola e la scuola al mondo. Nel laboratorio di robotica si affianca l’attività pratica di costruzione, progettazione e realizzazione di strutture automatizzate e controllate via software, all’aspetto più competitivo tra le scuole”.

 

 

 

8) Scuola Laboratorio Don Milani di Genova Emanuela Delfino.

La scuola nasce a Genova nel 1976 come scuola media sperimentale. Dal 2006 fa parte della rete delle tre scuole medie italiane in cui si sperimenta un progetto ministeriale, denominato nei suoi primi 5 anni di operatività “Scuola Laboratorio”, attualmente rinnovato come “Wikischool”. La normativa affida a queste scuole, oltre all’attività didattica, funzioni di formazione orientata al territorio e di ricerca sperimentale, funzionale al rinnovamento del sistema scolastico nazionale.

 

FONDATA SUL LAVORO

L’argomento

In Italia abbiamo 700 mila disoccupati tra i 15-24enni, e 4 milioni 355 mila ragazzi che non studiano, non lavorano, non sono in formazione (NEET), in grossa parte alimentati da una dispersione scolastica tra le più alte d’Europa (17,6%).

DESI è l’acronimo di Dual Education System Italy ed è un progetto di alternanza scuola lavoro che vede protagonisti Ducati e Lamborghini, insieme con le scuole dell’Emilia-Romagna. Si ispira alla metodologia scolastica attuata in Germania che alla teoria affianca la pratica

L’obbiettivo è di consentire ai giovani che hanno ottenuto una qualifica professionale ma non hanno proseguito il percorso di studi, di raggiungere un livello di istruzione più alto, conseguendo il Diploma di Istruzione professionale.

Si forniscono agli studenti le competenze tecniche necessarie per entrare nel mondo del lavoro.

Dobbiamo rendere la scuola la più efficace politica strutturale a nostra disposizione contro la disoccupazione anzitutto giovanile.

La soluzione deve rafforzare due meccanismi fondanti del nostro sistema, decisamente indeboliti negli ultimi anni: da una parte, raccordare più strettamente scopi e metodi della scuola con il mondo del lavoro e dell’impresa; dall’altra, affiancare al ‘sapere’ il ‘saper fare’, partendo dai laboratori, perché permettere ai ragazzi di sperimentare e progettare con le proprie mani è il modo migliore per dimostrare che crediamo nelle loro capacità.

La scuola deve formare buoni cittadini che abbiano i mezzi, le conoscenze e le competenze per vivere da protagonisti il mondo del lavoro. Per fare in modo che la nostra educazione renda giustizia al primo articolo della nostra Costituzione: “Fondata sul lavoro”, per davvero.

1) Luigi TORLAI: E’ responsabile del Progetto DESi e Direttore Risorse Umane della Ducati Motor Holding S.p.A. di Bologna

Salvatore GRILLO: Dirigente scolastico dell’Istituto Superiore Aldini Valeriani Sirani: Testimonianza di alternanza scuola lavoro: la scuola è coinvolta nel progetto DESi

Mauro BORSARINI: Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Statale A. Righi di Bologna

L’alternanza scuola-lavoro è possibile anche in un liceo scientifico. Scuola laboratorio per i progetti di studio-lavoro in imprese di vari settori.

 

Il link utile  Scuola, intesa con Ducati e Lamborghini per il progetto Desi

http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?idSezione=61587

2) Daniele Manni, il professore che insegna a creare imprese

È stato selezionato per il premio di docente più bravo del mondo. Con metodi non previsti dal ministero. Nel profondo Sud spinge gli alunni a inventarsi start up: «Italia, non è mai troppo tardi».

 

Daniele Manni è stato l’altro dei due professori italiani in lizza per il premio di migliore insegnante del mondo della Varkey Gems Foundation, l’ente di beneficenza della Gems foundation, un colosso dell’istruzione privata presente in 19 Paesi e partner dell’Unesco. A segnalarlo è stato un suo alunno. Anche se non ha ancora capito quale. E grazie al ragazzo l’Italia intera ha acceso i riflettori su un piccolo miracolo, quello che ha trasformato l’Istituto tecnico economico Galilei Costa di Lecce in una scuola di Barbiana 2.0. Il sogno di Don Milani aggiornato ai tempi nostri.  PROGETTI «FUORILEGGE». La storia inizia nei primi Anni 2000, quando Manni, professore di informatica con un pallino per l’educazione e l’impresa, porta in classe lezioni e progetti che lui stesso definisce «fuorilegge». Mentre altri passavano le ore a spiegare circuiti e programmazione, lui entrava in aula dicendo: «Dobbiamo trovare un’idea geniale, qualcosa che non esiste ancora». Le idee sono venute e sono seguite le imprese. Imprese vere, nell’agroalimentare, nel turismo, nel digitale. La scommessa sulla creatività e l’intraprendenza degli studenti nel 2004 è diventata una cooperativa: Arianoa, (aria nuova in dialetto salentino), attraverso la quale i ragazzi della scuola possono fatturare e realizzare concretamente i loro obiettivi. Da questo incubatore ante litteram, sono nate 20 start up, comprese le sei che il professore sta seguendo nel 2014.

«NON È MAI TROPPO TARDI». E tutto senza soldi, nel meridione d’Italia, con uno stipendio che finora non gli ha permesso di accendere un mutuo, e nemmeno il riconoscimento del ministero. «Da quella parte», dice Manni, «c’è il silenzio». Eppure lui è un dispensatore di speranze. Che non si affievoliscono nemmeno parlando della crisi economica, dei salari degli insegnanti o della fuga di cervelli. «Se ci siamo riusciti noi…», dice rivolgendosi a un Paese fin troppo rassegnato. «Quando abbiamo iniziato, il termine start up non si usava nemmeno. Noi parlavamo di auto imprenditorialità e piccole imprese».

 

3) All’Istituto MAJORANA di BARI, la scuola fa impresa e produce birra nella Dimora confiscata alla mafia Paola Petruzzelli, Dirigente Scolastico

 

Lo scorso anno la sezione misure di prevenzione del tribunale di Bari ha affidato all’istituto «La dimora del Barone», una masseria con albergo e sala ricevimenti di Altamura, sulle Murge baresi, confiscato alla mafia e ora gestita dagli studenti in stage e dai neodiplomati, contrattualizzati tramite la cooperativa Majorana costituita dalla stessa scuola.

Una scuola azienda che mette subito in pratica gli insegnamenti e rinvestendo i guadagni nella formazione degli studenti stessi. In un Mezzogiorno, dove la scuola fatica perfino a offrire gli studi di base, a Bari c’è un istituto che affronta il mercato facendo catering, produzione di birra e ospitalità alberghiera.

Progetti: un’offerta di catering per enti pubblici; progetto della produzione artigianale di birra biologica, realizzata da 300 ragazzi del terzo quarto e quinto anno dell’alberghiero che dal prossimo anno, dovrebbe essere commercializzata in gran parte delle Coop del Mezzogiorno.

 

4) A Palermo, imprenditori a 15 anni. Lowering Age To Innovation

Professor Matteo Fici

 

ITIS Vittorio Emanuele Terzo di Palermo

L’Istituto, con circa 1700 studenti e circa 190 fra docenti e personale ATA, ha tre specializzazioni: informatica, meccanica ed elettronica/elettrotecnica.

Lo spirito di imitazione è una potente leva didattica: in questo istituto hanno pensato  di localizzare delle vere neoimprese dentro la scuola stessa, creando un incubatore per l’innovazione imprenditoriale: facendo quello che normalmente si fa all’Università, ma abbattendo di 10 anni l’età degli innovatori, rivolgendosi agli studenti medi (un salto in basso dai 25 anni dello studente universitario ai 15 di uno medio),  come indica il nome dell’iniziativa  LATI , acronimo di “Lowering Age To Innovation”.

In particolare, si è dimostrato che gli allievi non sono ‘troppo giovani’ per ragionare di questi temi, anzi spesso hanno stupito i docenti raccontando le loro vere esperienze da imprenditori.

 

5) Paola Vacchina. Presidente ENAIP (Ente Nazionale ACLI istruzione professionale)

Può dare alcuni dati su sistema duale e offrire due storie concrete (chiedere a lei i contatti): ragazzo di Como che ha rilevato le falegnameria del padre; esperienza di un ragazzo afghano arrivato in Italia come rifugiato politico e che ha usufruito del sistema duale

 

 

6) ENEL Settembre 2014, Progetto di altoapprendistato che coinvolge 145 studenti.

Dott.ssa Cristina Cofacci e Avv. Giovanni Di Scipio Gruppo ENEL _ Progetto altoapprendistato

Sette istituti tecnici di altrettante Regioni coinvolti nella sperimentazione con i ragazzi degli ultimi due anni alternare studio ed esperienza in Enel, iniziativa resa possibile dalle norme introdotte dalla legge 128/2013, che ha permesso la definizione del Programma sperimentale siglato a luglio da Enel con i Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, le Regioni e le organizzazioni sindacali.

Dal primo giorno di scuola l’azienda elettrica ha assunto con contratto di apprendistato in alta formazione i ragazzi selezionati tra quelli del quarto anno degli istituti coinvolti. Un giorno alla settimana  i ragazzi  lo passeranno fra i monitor della sala di controllo della distribuzione di elettricità di Enel nelle rispettive Regioni.

“Abbiamo un vantaggio enorme nel far parte di questo progetto – spiega Gorga – perché Enel avrà in futuro, dopo l’investimento dei primi anni di sperimentazione, la possibilità di assumere diplomati immediatamente in grado di entrare nell’area operativa, senza la necessità di investimenti formativi”. Accanto alle lezioni in classe, e, gli studenti-apprendisti svolgeranno periodi di formazione teorica e pratica e  le competenze acquisite verranno certificate ai fini della loro spendibilità sul mercato del lavoro. Previste 800 ore di scuola e 800 di lavoro.

 

UNA SCUOLA INCLUSIVA

1) Daniela Boscolo, Insegnante di sostegno Istituto tecnico economico C. Colombo di Porto Viro (Rovigo)

 

Un supermercato per coltivare le competenze necessarie a tutti i ragazzi, non solo agli studenti con diverse abilità.

Daniela Boscolo, insegnante di sostegno all’istituto tecnico economico C. Colombo di Porto Viro è stata nella rosa dei 50 docenti da tutto il mondo che si sono contesi il prestigioso premio Global Teacher Prize. Già nel 2010 la professoressa è stata insignita del premio nazionale «miglior insegnante dell’anno» con il merito di aver realizzato nell’istituto superiore alcuni progetti di successo nell’ambito dell’inclusione socio-scolastica dei ragazzi con disabilità. La segnalazione al Global Teacher Prize potrebbe valere all’insegnante il premio di un milione di dollari per essere la miglior docente del mondo. Si tratta di esperienze che vanno oltre la direttiva nazionale e al metodo della didattica ordinaria. “Ho ricreato un supermercato a scuola per coltivare le competenze necessarie a tutti i ragazzi, non solo a quelli con disabilità, per approcciarsi al mondo del lavoro e gestire al meglio il problem solving. Il supermercato era quindi gestito interamente dai ragazzi con disabilità e dai loro compagni. A questo è poi seguito, come conseguenza logica, il progetto “masterchef”, un corso di cucina che ha visto tutti a lavoro, ognuno secondo le proprie capacità, ma tutti insieme”.

 

2) Gabriella BADÀ: dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Cossano (Biella), Straordinaria esperienza didattica di inclusione e integrazione: la scuola dal 1994 porta avanti un progetto Bilinguismo Italiano/Lingua Italiana dei Segni. Grazie a questo progetto anche i ragazzi normodotati apprendono il linguaggio dei segni. Melania VACCARO: E’ la mamma di Ambra, una ragazza che ha frequentato l’Istituto Comprensivo di Cossano ed è presidente dell’associazione Vedovoci.

3)  Emanuele Di Giosafatte. Insegnante Istituto Nautico Colonna Roma

Insegnate di educazione fisica si occupa dell’aspetto dell’integrazione dei disabili. E’ allenatore di una squadra di scherma di disabili.

 

 

1000 Asili in 1000 Giorni

Le buone pratiche di Scandicci, Reggio Children e sullo 0-6.

Scandicci, Assessore alla Scuola del Comune Diye Ndiaye

Claudia GIUDICI: Consigliere di Reggio Children e presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia di Reggio Emilia

Reggio Children ha sede a Reggio Emilia ed è il più accreditato centro internazionale per la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine. Gestisce gli scambi pedagogici e culturali, già da tempo avviati tra le istituzioni per l’infanzia del Comune di Reggio Emilia e numerosi insegnanti, ricercatori e studiosi di tutto il mondo.