ddl povertà

Con 221, 22 no e 63 astenuti la Camera dà il via libera al ddl del governo per il contrasto alla povertà, che introduce il reddito di inclusione. Il provvedimento passa ora al Senato.


“Durante i lavori di oggi sono stati più volte citati i dati sulla povertà diffusi dall’Istat, ma ci si è dimenticati di ricordare che la misura approvata oggi va proprio nella direzione di superare le situazioni di disagio che sono presenti nelle famiglie in difficoltà.
Non si tratta di una misura assistenzialista e a pioggia, ma vuole incidere proprio dove si annidano le situazioni più critiche con l’obiettivo dell’inclusione sociale. Perchè l’obiettivo non è quello di erogare un mero sussidio, ma la promozione sociale degli individui in un campo che debba fare a meno dei sussidi permanenti. Il provvedimento approvato oggi dimostra, ancora una volta che la lotta alla diseguaglianza rimane un faro dell’azione di questo Parlamento e governo”. Lo ha dichiarato in una nota Micaela Campana, responsabile Welfare della segreteria nazionale del PD.

 

 

REDDITO DI INCLUSIONE

Le misure approvate oggi alla Camera servono per dare un reddito di inclusione e più servizi sociali a chi vive in povertà assoluta, a partire dalle famiglie numerose o con figli disabili e dai disoccupati over 55. E’ l’intervento più importante mai varato in Italia contro la povertà assoluta.

Sono misure concrete, sostenibili ed efficaci perché rivolte a chi ha davvero bisogno: servono aiuti non demagogia..

Con questo provvedimento, che passa ora all’esame del Senato, si mettono a disposizione nuove e ingenti risorse, impiegate per erogare contributi economici e servizi alla persona, oltre che per favorire percorsi di inclusione lavorativa e sociale.

Non solo la novità del reddito di inclusione, dunque, ma una riforma organica e strutturale del sistema delle politiche sociali che risponde a principi di equità, di efficacia nell’accesso e nell’erogazione delle prestazioni.

Si tratta di uno strumento universale, operante su tutto il territorio nazionale e permanente nel tempo, le cui risorse vengono dal Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che ha già messo in campo uno stanziamento di 600 milioni per il 2016, e un miliardo a partire dal 2017 e che prevede la possibilità di incremento attraverso stanziamenti da altri provvedimenti di legge fino a coprire interamente la platea in condizione di povertà assoluta, cioè di coloro che non possono disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.

Un approccio che tiene conto della persona, vista non solo nella sua condizione economica, ma con una valutazione multidisciplinare del bisogno.

I progetti di attivazione e di inclusione sociale divengono, così, personalizzati per il nucleo familiare e predisposti da una equipe costituita dagli ambiti sociali territoriali, più vicini al soggetto coinvolto, con la partecipazione anche degli altri servizi interessati. Per farlo è necessario un cambiamento nel funzionamento del sistema dei servizi sociali, con un maggiore impegno in termini di controllo, di presa in carico, di monitoraggio e valutazione, nonché di capacità di relazione tra i Comuni e gli altri enti del territorio.

Il provvedimento prevede anche il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, il rafforzamento delle forme di gestione associate ai servizi sociali e l’istituzione di un coordinamento per garantire su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

Solo con questa visione globale e riformatrice, capace di mettere al centro i bisogni delle persone e dei nuclei familiari, si possono rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini ed eliminare la condizione di povertà, secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione e nel rispetto dei principi della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea.

Molto ancora resta da fare, ma è un passo decisamente importante per restituire dignità a chi vive in condizione di fragilità.

(nota dei Deputati Pd)