Pietro Barbieri, lei è una faccia nuova della segreteria del Pd. Ma è iscritto?

«Sono stato iscritto. Ma sono uno dei tanti che negli ultimi anni si sono persi. Oggi la tessera non ce l’ho, ma intendo riprenderla».

 

Perché le hanno chiesto questo impegno?

«È un tentativo di riaprirsi alla società civile organizzata e all’impegno civico. È chiaro che io rappresento il simbolo di un mondo che vede restringere il suo campo di azione sempre di più. Basta vedere quello che sta accadendo nel Mediterraneo con le ong».

 

Cosa pensa del dibattito interno? Martina, Zingaretti, Calenda… «Martina ha fatto una buona relazione, ha cercato di dare un disegno e una direzione di marcia al partito. Adesso bisogna capire dove orientarsi e non discutere di cose vecchie. Blair e Corbin sono un ritorno al passato. Se proprio devo guardare a qualcuno preferisco Khan, il sindaco di Londra, musulmano e immigrato”.

 

E dal congresso che si aspetta?

«Che si discuta e si assuma un orientamento ben definito. Io credo che si debba puntare sulla giustizia sociale e sul merito. E lavorare per più Europa».

 

La destra attacca volontariato e accoglienza.

«Sono un disabile in carrozzina e so benissimo quali sono i temi in gioco. Cercano di escludere la dimensione dell’umano che fa parte della nostra società e che ha numeri anche molto importanti. Parliamo di milioni di persone che si impegnano ogni giorno per combattere i disastri che la nostra società crea. Il fatto che ci siano delle persone che vengano remunerate mi sembra normale. E che se ne possa fare una professione mi sembra scontato. Altrimenti le emergenze sociali chi le affronta?».