Quello che accade in Lombardia è molto grave.

Non si conosce la percentuale esatta degli over 80 vaccinati.
Non si sa ancora quando le persone disabili saranno prese in considerazione.
Non sono state fornite indicazioni di alcun tipo sulle liste dei riservisti, lasciando mani libere alle singole Aziende Socio Sanitarie Territoriali.

Una situazione, questa, che si somma agli anziani spediti a chilometri di distanza per ricevere la somministrazione del vaccino, ai numerosi casi di sms non ricevuti dopo la prenotazione e ai cittadini messi in coda ad aspettare di fronte a strutture chiuse, come accaduto a Codogno.

Leggiamo che il generale Figliuolo e il capo della Protezione Civile Curcio si recheranno in Calabria per risolvere le difficoltà della Regione. Ecco, chiediamo che vadano anche in Lombardia: è il tempo di rimettere ordine e di coinvolgere i Comuni.

La Regione deve essere aiutata e, soprattutto, deve farsi aiutare. Perché la priorità è una e deve essere comune: vaccinare in fretta tutti i cittadini lombardi.